La fiera di San Giorgio di Gravina in Puglia: la più antica al mondo

Fiera di San Giorgio di Gravina in Puglia

Carlo d’Angiò, grazie all’interesse del conte Giovanni di Monfort, nel 1294 ripristinò la fiera di San Giorgio di Gravina in Puglia. Un documento ancora esistente, tratto dal Registro Angioino, testimonia questo evento e dimostra che questa fiera esisteva prima del 1294. Quindi, si colloca come la fiera più antica al mondo.

La fiera di San Giorgio di Gravina in Puglia si svolgeva una volta all’anno, in aprile, e coincideva con la festività di questo Santo: iniziava cinque giorni prima e si concludeva due giorni dopo.

Era di notevole importanza fin dal Medioevo. Mercanti, da tutte le parti del Regno, vi accorrevano per importare ed esportare ogni genere di prodotto: il mercato degli animali avveniva fuori dalle mura della città; all’interno invece si vendevano abiti, pelli, alimenti, spezie, libri, oggetti d’arte, gioielli, beni di lusso e di largo consumo.

L’area su cui si svolgeva la fiera occupava molti ettari, annessi alla Chiesa di San Giorgio dell’ordine Gerosolimitano dei Cavalieri di Malta. Oggi, gran parte di quelle terre sono occupate da case e la fiera di San Giorgio si tiene all’interno del Parco Fiere, ex linificio, in via Spinazzola; all’esterno del Parco Fiere si contendono lo spazio diversi venditori ambulanti provenienti da tutta Italia.

Pare che l’idea di svolgere la fiera in aprile sia stata proprio dei Cavalieri di Malta: poiché dovevano mettere a disposizione la loro area, chiesero al Comune che fosse tenuta in occasione della festa di San Giorgio. Quindi, il Comune non era obbligato a spese e, forse, i Cavalieri di Malta ricevevano cospicue donazioni dai forestieri che affollavano la vasta prateria attinente alla chiesa.

Molti cittadini – soprattutto chi viveva nelle zone rurali – approfittavano di questo evento per rifornirsi dell’occorrente per sopravvivere durante l’anno: i mezzi di trasporto, all’epoca, erano lenti; recarsi spesso nelle città costava tempo e denaro, e il rischio di essere rapinati era alto.

La festa cominciava già all’inizio di aprile e in tanti popolavano Gravina in Puglia. Tant’è che le mura non bastavano a raccogliere tutti e si innalzavano baracche di legno persino fuori dalla città.

Numerose locande e osterie servivano squisiti prodotti locali e fiumi di Verdeca scorrevano sulle tavole dei festanti.

Si allestivano teatrini, feste da ballo e sale da gioco: alimentavano il divertimento, ma, spesso, erano anche la causa della perdita di grosse somme di denaro di commercianti, che si recavano a Gravina per vendere il loro bestiame e ripartivano con le tasche vuote dopo essersi giocati tutto ciò che avevano con sé.

Il gran movimento che si veniva a creare durante quei giorni causava spesso litigi, incomprensioni, furti. Perciò il Comune creava un Maestro di Fiera che, assistito dagli agenti municipali, dirigeva la sicurezza e garantiva che fossero rispettate le regole di apertura e chiusura dell’evento.

Il mercato si apriva con un corteo in cui sfilavano le varie cariche sociali e i mestieri; si esibivano costumi, armi, suppellettili. Si veniva a creare un miscuglio di colori che dava grande allegria.

Il corteo rappresentava la partecipazione totale dei cittadini all’apertura della fiera, e convergeva al castello di origine normanna di fianco alla cattedrale, distrutto dal terremoto del 5 dicembre 1456.

Il Maestro di Fiera veniva accolto dal frate templare della chiesa di S. Giorgio, che gli dava il consenso per l’avvio dell’evento; il sindaco, invece, gli consegnava le chiavi e le insegne della città. Il vescovo e gli abati benedivano ogni genere di merce, gli animali, i mercanti, le insegne, i magistrati e i chiunque altro fosse presente.

Come da tradizione, ancora oggi il corteo storico dà inizio al grande mercato: figuranti in abiti medievali di nobili, mercanti, reali, religiosi, danzatrici, si esibiscono in giochi e rappresentazioni d’epoca tra l’entusiasmo e gli applausi dei cittadini che riempiono le strade del centro storico.

La fiera di San Giorgio è sicuramente tra le cose da vedere a Gravina in Puglia, e se sei un commerciante, è anche un canale interessante per far conoscere i tuoi prodotti.

Il modo migliore per assistere a questo evento è presidiare il centro storico di Gravina, e dormire a Stanze Orsini, nel cuore della città, ti consente di godere dell’antico clima di festa e di unione che si viene a creare in quei giorni.

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